Ci sono eventi che si guardano e altri che si vivono con i piedi. Il pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ogni anno, in un sabato di giugno, decine di migliaia di persone si radunano a Macerata e camminano per tutta la notte attraverso le colline, fino ad arrivare all'alba davanti al santuario della Santa Casa di Loreto. È uno dei pellegrinaggi notturni più partecipati d'Italia e richiama persone da ogni regione e anche dall'estero.
Come è nato
Il pellegrinaggio nacque alla fine degli anni Settanta da un'iniziativa di un gruppo di giovani legati al movimento di Comunione e Liberazione, che decisero di percorrere a piedi la strada tra Macerata e Loreto come gesto di fede. Da quel primo cammino, che coinvolse un gruppo piuttosto ristretto, l'evento è cresciuto fino a diventare un appuntamento che ogni anno coinvolge una folla enorme. Pur avendo una chiara impronta religiosa, è aperto a tutti: c'è chi lo vive come preghiera, chi come sfida personale, chi semplicemente come esperienza di comunità.
Il percorso: 28 km nella notte
Il programma ha una struttura ormai consolidata. Nel tardo pomeriggio i partecipanti si radunano allo stadio di Macerata, dove viene celebrata la messa. A sera la colonna si mette in cammino e affronta circa 28 chilometri lungo strade di campagna e tratti di provinciale, attraversando borghi e frazioni. Il cammino è scandito da canti, preghiere, momenti di silenzio e testimonianze, con le fiaccole che disegnano una lunga linea luminosa sulle colline. L'arrivo a Loreto avviene alle prime luci del giorno.
Chi assiste dall'esterno ricorda soprattutto questa immagine: un fiume di luci che scende e risale i crinali nel buio, mentre nelle frazioni lungo il percorso gli abitanti escono di casa per salutare i pellegrini. È uno spettacolo che resta impresso anche a chi non partecipa al cammino.
Non serve essere atleti per affrontarlo: il passo è quello di una lunga camminata collettiva, con soste lungo il tragitto, e tra i partecipanti si incontrano studenti, famiglie, gruppi parrocchiali e persone di ogni età. Quello che conta è arrivare preparati alla fatica di una notte intera senza dormire e con molti chilometri nelle gambe.
Consigli pratici se decidete di partecipare
- Scarpe già rodate: mai scarpe nuove. Meglio calzature da trekking leggere o da corsa che avete già usato a lungo.
- Abbigliamento a strati: anche a giugno la notte in collina può essere fresca, soprattutto verso l'alba.
- Acqua e qualcosa da mangiare: lungo il percorso sono previsti punti di ristoro, ma è bene avere con sé una piccola scorta.
- Una torcia frontale: utile nei tratti meno illuminati.
- Organizzate il rientro: arrivati a Loreto all'alba, nessuno ha voglia di tornare a piedi. Pianificate prima come rientrare a Macerata o al vostro alloggio.
Prima e dopo il cammino
Il pellegrinaggio è anche l'occasione per scoprire con calma i due luoghi che collega. Macerata è una città universitaria vivace, con un centro storico raccolto e lo Sferisterio. Loreto, a circa 23 km in linea d'aria da Appignano, merita una visita senza fretta: la basilica, la Santa Casa custodita al suo interno e il panorama che dai bastioni si apre sul mare e sul Monte Conero.
Dopo una notte in cammino, il corpo chiede solo riposo. Per questo una base tranquilla fa la differenza: Villa Giulia Sunset, sulle colline di Appignano, offre camere matrimoniali con tende oscuranti per recuperare il sonno anche di giorno, e a giugno la piscina con idromassaggio è il modo più piacevole per sciogliere le gambe dopo ventotto chilometri.
Riposare dopo il cammino, tra le colline
Villa Giulia Sunset è una villa in esclusiva fino a 10 ospiti ad Appignano, con tende oscuranti in camera, piscina con idromassaggio da maggio a settembre e parco recintato.